giu 17
Fare lo Shampoo ai pidocchi
Se parliamo di pidocchi stiamo parlando di veri “parassitiâ€Â trasmissibili per contagio da contatto diretto o più raramente indiretto (tramite spazzole, pettini, ecc.): ogni tanto mi tocca sentire di contagi veramente spettacolari che farebbero pensare alla capacità (che non hanno) dei pidocchi di effettuare salti sbalorditivi e degni delle più famose storie di fantascienza. Chiaramente, per le reali modalità di contagio, queste deliziose bestioline costituiscono un problemino non piccolo per un parrucchiere; saperli riconoscere è già un passo avanti non da poco.
La diffusione all’interno della famiglia è comune e spesso parte dai membri più piccoli che si infestano a scuola: prendere i pidocchi non è assolutamente legato a cattive condizioni igieniche ed inoltre vivono per pochissimo tempo liberi nell’ambiente.
Posso capire l’imbarazzo nel trovarsi di fronte ad un cliente che ha i pidocchi non sapendo di averli, ma credo sia importante professionalmente darne comunicazione nel modo giusto e poi……..fermarsi!
Fare lo shampoo ai pidocchi sarà anche un atto di cortesia ma non serve a niente.
Infatti i trattamenti necessari a “eliminareâ€Â i fastidiosi coinquilini devono necessariamente essere a base di antiparassitari, spesso dei veri pesticidi a bassa/media tossicità che non vanno usati con leggerezza, soprattutto sui bambini; morale, il consiglio ed il controllo medico sono indispensabili.
Dove si può inserire il lavoro del parrucchiere? Oltre ad informare il cliente e fermarsi, cosa può fare il parrucchiere una volta concluso il trattamento medicale? Il desiderio di intervenire durante la fase dell’infestazione è controproducente, mentre la cosmesi diventa una vera opportunità professionale subito dopo la risoluzione del problema.
Infatti  dopo il trattamento antiparassitario, spesso ripetuto più volte, le condizioni del capello e del cuoio capelluto saranno tali che il parrucchiere avrà solo l’imbarazzo della scelta di quale servizio proporre; potrà iniziare dallo stelo per ridare corpo, luminosità , struttura oppure dal cuoio capelluto per ripristinare il giusto contenuto idrico, la consistenza, la mobilità , le secrezioni.
La reazione del capello e del cuoio capelluto a questi trattamenti antiparassitari possono essere i più disparati per cui non si deve escludere, sempre in fase post-trattamento medicale, l’utilizzo di prodotti ad azione specifica ( es.seboregolatori, lenitivi, ecc.), magari a base di oli essenziali, generalmente poco graditi dai pidocchi.
Per concludere non esiste una reale prevenzione, sia medicale sia cosmetica, verso le infestazioni dei pidocchi, ma una serie di comportamenti che ne rendono difficili le recidive.
Articolo su Griffe n.4 giugno 2010
Commentsapr 13
Cellule staminali: fantasia e realtÃ
Cosa sono le cellule staminali? Le cellule staminali sono cellule non specializzate dotate della fondamentale capacità di trasformarsi in altri tipi di cellule del corpo.
Nel nostro organismo la maggior parte delle cellule ricevono ad un certo punto della loro vita una sorta di carta d’identità che le identifica come appartenenti ad un certo tessuto e/o organo con funzioni ed obiettivi fissi e ben chiari.
Alcune cellule invece rimangono prive di documenti identificativi, in attesa di riceverli se serve e per questo capaci di trasformarsi in un qualsiasi tipo di cellula con specializzazione specifica.
Questa situazione si rivela essenziale in tutti quei casi in cui tessuti e/o organi vengano danneggiati più o meno seriamente con la necessità di riparare (lì dove è possibile) le aree colpite.
I meccanismi attraverso i quali una cellula “senza documenti” si specializza ed inizia a lavorare sono oggetto di studi approfonditi da anni e costituiscono sicuramente il futuro della ricerca medicale in primis e poi, quando questo settore avrà assorbito e sperimentato bene il tutto, anche per altri settori (come il nostro) si apriranno prospettive interessanti.
L’insieme dei segnali chimici che attivano la specializzazione delle cellule staminali non è stato ancora decodificato e richiederà molto tempo e molta dedizione: una cosa che appare probabile però è che questi segnali siano assolutamente specifici per singolo organismo, si riuscirà a trovarne qualcuno attivo intraspecie (tra umani ed umani) ma le probabilità di trovare segnali attivi interspecie (tra umani e altri animali o tra umani e vegetali) sono veramente basse e richiederanno comunque ampi e lunghissimi studi.
In parole povere, i segnali che inducono una cellula staminale vegetale a specializzarsi non funzioneranno su cellule animali, ne tantomeno cellule staminali vegetali o di altri animali potranno costituire uno stimolo alla riproduzione per le nostre.
“Sembra” che ci siano studi (indipendenti?) a livello iniziale sull’efficacia di cellule staminali vegetali sulla ricrescita del capello umano, ma, ANCHE SE FOSSE, sarebbe tutto da dimostrare in vivo, capendo il meccanismo di azione e quali sostanze o pull di sostanze possano produrre effetti del genere! Sarebbe un colpo degno di pubblicazione scientifica sulle riviste più quotate!
Insomma prima di facili entusiasmi in COSMESI….piedi piantati per terra e impariamo a lavorare con quello che c’è e che magari conosciamo ancora poco!
Commentsdic 21
Crisi, Natale e…voglia di Costruire.
Senza ammorbarvi con le solite storie e parole che oramai si sentono ovunque, andrò dritto al punto!
Che ci sia una crisi reale con conseguenze reali è fuori da ogni dubbio.
Che ci sia una crisi percepita, o meglio che ci fanno percepire, è fuori da ogni dubbio.
Che “molti” usino la crisi come “paravento” e/o “scusante” per piangersi addosso (senza che magari ce ne sia motivo) e/o fare scelte che spesso non tengono in nessun conto la dignità delle persone….anche questo è tristemente vero.
Eppure ciò che vedo intorno a me è anche una gran voglia di costruire, di crescere e migliorarsi, non solo per uscire da questo momento ma proprio per l’esigenza di evolversi e spingersi verso un futuro diverso!
La realtà che mi circonda direttamente è una realtà in cui il parrucchiere manifesta giornalmente la sua voglia di sapere, di aggiornarsi, di proporre una professionalità sempre al passo; questa “energia” vitale è quasi palpabile e mi dà grande fiducia in un futuro di sviluppo e cambiamenti che rafforzeranno questa splendida figura professionale.
Colgo l’occasione per Augurare a tutti Voi un periodo di lavoro proficuo e momenti di serenità in cui ricaricare “le pile”, per un 2010 all’insegna della gratificazione personale e professionale.
M.B.
Commentsdic 21
Caduta dei Capelli: formarsi per non promettere a vuoto!
Per una serie di vicissitudini questo articolo non è stato pubblicato sulla rivista cui era destinato. Essendo un articolo di chiusura di un ciclo di 1+4 ed essendo anche importante per i contenuti e per la stima che ho di tutti coloro che partecipano a questo ciclo formativo, ho pensato di postarlo nel Blog! E’ un pò lunghetto….Buona lettura.
Le Cronache del Tricology Case Investigation®
Sessione Investigativa 4 – Caduta dei Capelli
Questa rubrica è una sorta di giornale di bordo all’interno del quale troverete spunti di riflessione, pareri, osservazioni, emersi nel corso di un ciclo di incontri per parrucchieri in cui il benessere del cuoio capelluto è l’obbiettivo da raggiungere per poter lavorare successivamente su capelli forti e resistenti; un ciclo di incontri in cui la teoria professionale trova applicazione in salone diventando un punto di concreta forza, il tutto in una veste innovativa basata sulla discussione di casi reali ed i principi dell’investigazione.
Il (T)ricology (C)ase (I)nvestigation® è un ciclo di quattro incontri in cui la fondamentale ma noiosa tricologia si trasforma in un gioco ad alto contenuto formativo in cui il cuoio capelluto viene trattato come una vera scena del crimine, analizzata con cura, attenzione e grande passione. Le anomalie cutanee quindi fanno la parte del “cattivo” che deve essere individuato ed incriminato attraverso prove schiaccianti che non lascino adito a nessun dubbio e che permettano al parrucchiere di eseguire “un arresto” utilizzando in modo consapevole e preciso la sua arma più potente ed efficace, il cosmetico.
L’ultimo incontro previsto per il 2009 ha avuto come tema una delle questioni più spinose del settore, la caduta dei capelli! Non credo di essere molto lontano dalla realtà affermando che questo argomento è in grado di generare reazioni disparate, distanti tra loro e spesso espresse con grande convinzione: già in tempi non sospetti, quando il pensiero che mi sarei occupato di cosmetici non mi sfiorava nel modo più assoluto, ne sentivo di tutti i colori sulla perdita dei capelli, sulla ricrescita e su tutta una serie di pratiche più o meno misteriose per rafforzarli!
In un certo senso potrei essere considerato una sorta di “persona informata sui fatti†o meglio “coinvolta†direttamente in eventi in cui la scena del crimine è stata il MIO cuoio capelluto: ho vissuto a pieno il periodo della grande diffusione del Minoxidil e come molti l’ho usato e poi abbandonato. Chi leggerà le righe di questo articolo quindi avrà la lieve impressione di un coinvolgimento personale, beh, non sarà solo un impressione!
Preparare un incontro con un tema così complesso non è stato facile per diversi motivi, attraversare con la memoria e la documentazione la storia degli ultimi 25 anni sul rapporto tra caduta dei capelli, cosmetici ed impatto non solo sulla persona ma sulla vita sociale, è stato incredibilmente interessante ed istruttivo.
Il significato della capigliatura sia negli uomini che nelle donne va ben oltre la semplice funzionalità ed abbraccia la sfera dello “stare bene†con se stessi e con gli altri, con implicazioni anche profonde sul corretto equilibrio psico/fisico. L’atto volontario di tagliarsi i capelli acconciandoli come meglio si crede è una conquista legata ad un ampio concetto di Libertà ; di significato ben diverso, per esempio, è il taglio coercitivo dei capelli spesso imposto da vincitori ai vinti, dai dominanti ai sottomessi.
Ulteriore punto critico, parlando di caduta, è il sottilissimo confine che esiste tra anomalia e manifesta patologia; entrambe si rivelano sotto forma di cambiamenti estetici più o meno consistenti che richiedono però figure professionali ben distinte, in grado di utilizzare o il cosmetico o il farmaco a secondo della necessità specifica. Anche il confine tra l’uso di questi due strumenti di lavoro si và assottigliando ed oggi non è così raro veder utilizzare cosmetici ben formulati su patologie specifiche che possono trarne un deciso giovamento senza incorrere in antipatici “effetti collateraliâ€.
Purtroppo i confini sottili generano di sovente confusione e se sommiamo quest’ultima alla rapida evoluzione che ha interessato le svariate forme di caduta dei capelli, il quadro diventa caotico e di difficile interpretazione. Individuare, classificare ed affrontare anche solo un tipo di caduta dei capelli è quindi un compito molto meno semplice di quanto si possa pensare e le conoscenze sulle cause (spesso molteplici) di tale evento sono in continua fase di ricerca e sviluppo.
In una situazione così dinamica cosa può fare un parrucchiere? Come può inserirsi la sua abilità ed esperienza “sul campo†in modo tale da valorizzare e rendere “competente†la propria azione professionale? Non sono domande di semplice risposta, ma i team T.C.I® con determinazione hanno affrontato il problema nell’unico modo possibile, il confronto!
Il confronto è partito da una considerazione scomoda per tutti quei professionisti tarati su vecchi sistemi di vendita: “CONOSCERE quello che si promette e MAI promettere quello che non si può mantenereâ€. Ancora oggi mi capita di sentire parrucchieri che promettono una ricrescita in casi lampanti di alopecia androgenetica e quando capita penso sempre che la semplice perdita del cliente sia un modo di cavarsela a buon mercato.
Coscienza e Conoscenza sono state le parole chiave per leggere ed interpretare i casi proposti, racchiudendo in breve il significato di tutto l’incontro.
Vista la complessità dell’argomento i casi proposti sono stati 4 invece dei 3 da format, proprio per abbracciare quanto più è possibile le casistiche a maggior frequenza nei saloni inerenti la caduta; per ciascuna situazione sono stati chiariti i limiti professionali concentrando però l’attenzione soprattutto sulle “opportunità †che una cosmesi ben utilizzata può mettere a disposizione del parrucchiere. Troppe volte vedo il parrucchiere “fermarsi†nel suo operato (per verità di cronaca lo vedo anche “fare†quando dovrebbe fermarsi !) ed il più delle volte questo atteggiamento è legato esattamente ad una scarsa conoscenza delle problematiche che gli si presentano.
Non riuscirò certo ad esprimere in queste righe il senso di soddisfazione e stima nel vedere i gruppi T.C.I® lavorare tutti insieme per costruire un metodo innovativo ed efficace di affrontare le problematiche legate alla caduta dei capelli, valorizzando la figura del parrucchiere e dando il giusto peso tanto alla pratica quanto alla teoria professionale, per risposte alla clientela sempre aggiornate, utili e dall’efficacia dimostrabile.
lug 27
Proteggersi dal sole…..
Quando pensiamo alla protezione della cute generalmente si pensa, non a torto, al periodo estivo ed al sole in quanto oramai i danni delle radiazioni solari sono comprovati e l’attenzione del mondo scientifico è sempre più alta soprattutto in quei paesi dove l’irraggiamento ha un’incidenza maggiore. I tumori della pelle infatti in certe aree geografiche sono una vera e propria emergenza sanitaria, considerando soprattutto il fatto che si tratta quasi sempre di tumori maligni che possono gravemente pesare sullo stato di salute se non addirittura essere mortali.
L’utilizzo di opportuni prodotti filtranti è acquisito come corretta abitudine cosmetica di protezione della pelle anche se molto c’è da fare in termini di informazione sulla scelta del prodotto adatto in base alla tipologia di pelle e ancor di più c’è da fare nel diffondere capillarmente le indicazioni sulle modalità corrette di utilizzo di questi prodotti. La disinformazione e la confusione che hanno caratterizzato i prodotti solari negli anni passati non hanno certo aiutato il cliente finale a scegliere per il meglio.
L’eccessiva e/o cattiva esposizione alle radiazioni solari può generare sulla pelle danni immediati o a lungo termine, diretti o indiretti; chiaramente parliamo di quei danni che non hanno un risvolto medicale ma che possono interessare molto da vicino la cosmesi e quindi il nostro mondo. Persino le forme più comuni e superficiali di scottature sono comunemente e con efficacia trattate con cosmetici ben formulati
Proteggere il cuoio capelluto ed il capello è importante quanto la protezione della pelle ?
3 commentsgiu 13
Tricologia: perdita di tempo o opportunità ??
Una domanda banale? Non tanto visto lo sviluppo incredibile negli ultimi anni di tutto ciò che riguarda il trattamento del cuoio capelluto.
Tricologia è una parola che poco mi piace, richiama un campo medicale con il quale è bene non confondersi MAI, ma allo stesso tempo è una parola che definsce in maniera chiara (studio del capello) un interesse profondo verso il funzionamento e gli squilibri del terreno di crescita del capello, il cuoio capelluto.
Non è detto che questo interesse debba essere solo ed unicamente medicale, il punto di vista “cosmetologico” è altrettanto affascinante: le conoscenze che servono a formulare con serietà  un prodotto cosmetico che abbia una funzionalità evidente e ripetibile non sono da meno di quelle che servono in altri settori più famosi e credibili.
Oggi i cosmetici ben fatti stanno vivendo una rivalutazione notevole, anche se la categoria che li rispetta, conosce e considera meno è proprio la nostra.
I cosmetici non sono la soluzione a tutti i mali, ma non sono neanche spazzatura che serve unicamente ad appagare esigenze esteriori o a tamponare insicurezze interiori.
Medici, farmacisti, erboristi e addetti in profumeria, sono i “nemici” naturali e giornalieri dei parrucchieri solo perchè non si è ancora consci di quanto possano essere VALIDI i nostri strumenti di lavoro, pagando a caro prezzo (scarsa fidelizzazione) la pigrizia mentale del ritenere inutili ed una perdita di tempo le conoscenze di cosmesi tricologica.
Sono stufo di sentirmi dire “”……tizio mi ha rubato due clienti, caio ascolta solo sempronio ed io cosa ci posso fare…..”.
La politica delle CHIACCHIERE deve finire e deve nascere la politica del FARE: rimbocchiamoci le maniche, studiamo, approfondiamo, confrontiamoci, scambiamo le nostre conoscenze….c’è un mondo da scoprire, c’è una professionalità da strutturare, rinforzare e di cui essere orgogliosi!!!
Tra qualche giorno mi troverò davanti ai Vostri clienti finali in un incontro atipico ma estremamente stimolante, parleremo di PROTEZIONE della pelle, del cuoio capelluto e dei capelli: non vedo l’ora di potermi rapportare con chi parteciperà per avere una conferma a qualcosa che penso da tempo, anche come consumatore,……..siamo tutti stanchi di non avere punti di riferimento professionali, di dover vagare come nomadi nel deserto alla ricerca di soluzioni a quelli che possono diventare dei veri problemi nel gestire i rapporti con il prossimo (vedi forfora, diradamenti, seborrea…ecc) , di sentirci bombardati da messaggi in grado di creare solo NECESSITA’ ma mai COSCIENZA, INFORMAZIONE ma mai CONOSCENZA!
Si…il mio è uno sfogo, dato da ultimi eventi e forse anche dal caldo che ricomincia: chissà che non induca anche Voi ad esporvi di più e a SCRIVERE, non solo LEGGERE.
Il Vostro affezzionato ed “accalorato”
M.B.
28 commentsmag 23
DETERSIONE E PROVOCAZIONE: accetate la sfida?
Parlare di detersione sembra banale, shampo e balsamo sono entrati oramai nell’uso comune e non si fà più caso a cosa si compra se non per l’immagine (pubblicitaria e non)  che ha e per le promesse generiche contenute nei messaggi di vendita.
Mentre è accettabile che un cliente comune scelga i prodotti per la detersione di capello e cuoio capelluto sotto l’influenza di stimoli esterni, trovo molto meno accetabile l’idea che un parrucchiere non sappia scegliere i detergenti in rapporto alla testa che deve trattare.
Direte “..chi se ne frega, è solo un detergente, basta che pulisca e che lo faccia piacevolmente..”!
Certamente è un’opinione rispettabile ma estremamente limitata, soprattutto oggi, in un momento in cui la SEMPLICE DETERSIONE non è più così semplice. Non solo c’è una montagna di prodotti in commercio tra i quali è sempre più difficile scegliere, non solo c’è una disinformazione -anche negli stessi canali professionali- che a volte mi fa vergognare. ma soprattutto le esigenze di detersione della pelle, del cuoio capelluto e del capello sono considerevolmente cambiate.
Non credo di sbagliare molto se vi dico che una buona fetta di problemi sul cuoio capelluto e sul capello sono oggi generati da una detersione SCORRETTA, nell’uso di un prodotto non adatto, nella frequenza dei lavaggi, nell’incapacità di saper scegliere, ecc.
Il parrucchiere DOVREBBE avere un ruolo fondamentale nel trasmettere una cultura corretta della detersione….purtroppo, DOVREBBE averla Lui per primo!!
Questa provocazione spero vi induca ad aprire un argomento di fondamentale importanza, all’interno del quale poi potremmo parlare di come un detergente è formulato, di tensioattivi, di principi attivi e shampoo trattanti…..ma vorrei che foste VOI PARRUCCHIERI O FUTURI TALI a dare il via a questa chiacchierata!
A presto
Commentsfeb 21
Un esperimento…significativo!!
Oggi, in questo preciso momento, sono con un classe di parrucchiere al terzo anno in sala computer: l’idea è quella di sviluppare discussioni sul blog, domande, riflessioni, curiosità ……..tutto quello che magari a lezione non viene chiesto ma che ha un’importanza professionale.
Quante volte in stage si fanno esperienze e si apprendono nozioni che magari non sono capite fino in fondo?
Quante volte si hanno perplessità che non si riesce a discutere con un docente?
Quante volte nella vita di tutti i giorni i cosmetici sono un mistero che affascina?
Lascio la parola a voi, mie allieve ed allievi, nella speranza che saprete sfruttare al meglio questo momento, questo spazio in cui condividere idee, perplessità , esperienze.
Vi auguro buon lavoro…..
46 commentsfeb 2
Invecchiamento, capelli e cuoio capelluto
Secondo voi ha senso parlare di cosmetici anti età per il cappello ed il cuoio capelluto?
Il processo di invecchiamento colpisce tutte le strutture del nostro organismo, è un processo lento, perlopiù non visibile almeno fino ad una certa età ; arriva infatti il momento in cui i capelli perdono pigmento, cheratina e diradano, mostrando gli effetti di questi cambiamenti progressivi.
Questi segni esteriori corrispondono ad una avvenuto invecchiamento delle strutture interne generato da una serie di fenomeni naturali, primo fra tutti quello dell’OSSIDAZIONE.
Per capire che cos’è l’ossidazione basti pensare a come una mela tagliata annerisca se lasciata all’aria; ci sono sostanze in grado di indurre ossidazione altre in grado di contrastarla. Il nostro corpo è continuamente soggetto ad ossidazione sia interna che esterna ecco perché ogni cellula ha dei meccanismi di difesa; con lo scorrere del tempo però queste difese diminuiscono la loro efficacia mentre l’ossidazione continua a danneggiare strutturalmente e funzionalmente l’organismo.
Alla base dell’ossidazione ci sono diverse molecole ma sicuramente la più rappresentativa è quella dell’ Ossigeno, per questo l’invecchiamento è da considerarsi un processo del tutto naturale.
Come tutti processi chimici anche l’invecchiamento può essere accelerato, basta essere esposti in maniera massiccia a queste molecole ossidanti; inquinamento, fumo, malattie, luce solare ed artificiale, alimentazione sregolata, sono solo esempi di possibili fonti di molecole a forte capacità ossidante, i famosi radicali liberi.
Quando l’esposizione a queste sostanze è eccessiva rispetto ai meccanismi di difesa del nostro organismo si parla di stress ossidativo,un fenomeno riconosciuto e che può portare ad una rapida accelerazione dei processi di trasformazione sia interni che esterni con conseguente invecchiamento precoce delle strutture colpite.
Questo fenomeno può colpire chiaramente anche i capelli ed il cuoio capelluto incidendo sia sul loro aspetto sia sul loro stato di benessere, indipendentemente dall’età .
Quante volte siete venuti a contatto con danni visibili da stress ossidativo? Che aspetto assumono i capelli se colpiti da questo fenomeno? Come il cuoio capelluto modifica il proprio aspetto e la propria funzionalità quando aggredito da sostanze ossidanti?
Parliamone…
4 commentsnov 12
Formazione: esigenze reali e fantasia scolastica
Prima di pubblicare questo intervento ho pensato molto a cosa dire e soprattutto cosa non dire: il problema della formazione professionale non è facilmente trattabile e di sicuro non ha rapide e facili soluzioni, ma da qualche parte bisogna pur cominciare.
Vengo da un’esperienza in cui ho conosciuto il mondo della formazione in maniera estremamente diretta, con tutti i suoi pro e contro, con gioie e dolori, con grandi soddisfazioni e cocenti delusioni. A questo negli ultimi anni si è sommata un’esperienza nel privato, aziendale, che mi ha fatto conoscere un mondo completamente diverso da quello che avevo vissuto, un mondo legato al mercato del lavoro e ad una realtà in cui i parametri del successo personale e di gruppo si misurano con ben altri metodi.
Oggi questa doppia visione è un grandissimo vantaggio perché mi consente di guardare con un sano distacco entrambe le realtà , cogliendo magari quelle ombre che prima non ero in grado di vedere.
In questo settore l’esigenza di Formazione ed Aggiornamento continuo è talmente evidente che oggi mi ritrovo a pensare che molto spesso si decida deliberatamente di ignorarla, per una serie di motivazioni che non voglio né conoscere né analizzare.
Le scuole ufficiali che dovrebbero costituire un punto di riferimento concreto per tutti coloro che vogliono intraprendere questa professione ma anche per chi vuole continuamente tenersi aggiornato, sono assolutamente inadeguate nei programmi, nel personale, nell’organizzazione ma soprattutto nella capacità di motivare e di creare un collegamento concreto con la realtà lavorativa. Gli stage hanno sicuramente migliorato la situazione ma il più delle volte sono organizzati e condotti in modo tale da annullare completamente quello che dovrebbe essere il loro effetto.
Il problema non è quello di rivedere i programmi ma è quello di cambiare integralmente tutta la struttura della formazione professionale facendo in modo che alla realtà scolastica, doverosa e legittima, si sommino le esigenze reali legate alla professione ed al mercato.
Oramai non riesco più a tollerare ragazze o ragazzi giovani che si affacciano sul mondo del lavoro pensando che quello del parrucchiere è un mestiere legato esclusivamente a forbici e pettini senza alcuna prospettiva di sviluppo personale e professionale… Questa morte cerebrale precoce causata dal mondo scolastico non è più accettabile, si deve sognare, si devono coltivare delle aspirazioni e la scuola deve da un lato alimentare e dall’altro fornire tutti gli strumenti necessari a realizzare le aspettative personali.
Chiaramente un ulteriore discorso andrebbe fatto per la formazione e l’aggiornamento fatto in ambito privato (merita un intervento a parte), anche in questo caso spesso e volentieri le ombre sono preponderanti sulle luci.
Non voglio dare una visione catastrofista della situazione oggi in Italia della formazione professionale sia pubblica e riconosciuta che privata, sono perfettamente consapevole che esistono centri “illuminati” sia in un ambito che nell’altro, capaci di fare letteralmente i salti mortali, in mezzo a 1000 difficoltà reali o create ad hoc, per portare avanti una filosofia formativa moderna, adeguata alle esigenze del mercato e con l’allievo posto al centro.
Cosa ne pensate? Quali sono le vostre esperienze? Quali sono le vostre esigenze? Cosa vi aspettereste dalla formazione?
Mi piacerebbe poter discutere in maniera costruttiva con tutti voi un argomento che sento molto vicino e che ritengo di fondamentale importanza.
Vi aspetto!
21 comments
Blog sulla Cosmetologia e la Tricologia a cura del Dott. Marco Boschetti
